Origin
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Mentre l’auto Uber con Ávila a bordo correva verso est nell’oscurità, l’ammiraglio si chiese quante volte nel corso della sua carriera di ufficiale della marina avesse fatto scalo a Barcellona.
Ora la sua vita precedente sembrava lontana anni luce, svanita in un lampo di fuoco a Siviglia. Il fato era crudele e imprevedibile, ma sembrava avere uno strano equilibrio intrinseco. Lo stesso fato che gli aveva strappato l’anima nella cattedrale di Siviglia ora gli aveva concesso una seconda vita… un nuovo inizio all’interno delle pareti sacre di una cattedrale ben diversa.
E pensare che la persona che lo aveva portato là era un semplice fisioterapista di nome Marco.
“Un incontro con il papa?” aveva risposto Ávila al suo fisioterapista qualche mese prima, quando glielo aveva proposto. “Domani? A Roma?”
“Domani in Spagna” aveva risposto Marco. “Il papa è qui.”
Ávila lo aveva guardato come se fosse pazzo. “I media non hanno detto nulla del fatto che Sua Santità è in Spagna.”
“Un po’ di fiducia, ammiraglio” aveva risposto Marco con una risata. “Sempre che non debba andare da qualche altra parte, domani.”
Ávila aveva abbassato lo sguardo sulla gamba ferita.
“Partiremo alle nove” aveva continuato Marco. “Le assicuro che il nostro viaggetto sarà molto meno doloroso della riabilitazione.”
La mattina seguente Ávila aveva indossato l’uniforme della marina che Marco era passato a prendere a casa sua, aveva afferrato le stampelle e si era trascinato fino alla macchina di Marco, una vecchia FIAT. Marco era uscito dal complesso dell’ospedale e aveva preso l’Avenida de la Raza, lasciando la città per poi imboccare l’autostrada N-IV in direzione sud.
“Dove siamo diretti?” aveva chiesto, improvvisamente inquieto.
“Si rilassi” aveva risposto Marco, sorridendo. “Si fidi di me. Ci vorrà solo mezz’ora.”
Ávila sapeva che per almeno centocinquanta chilometri sulla N-IV non c’era altro che pascoli inariditi dal sole. Cominciava a pensare di aver commesso un terribile errore. Dopo una mezz’ora arrivarono nelle vicinanze del paese fantasma di El Torbiscal, un tempo un prospero centro agricolo la cui popolazione si era recentemente ridotta a zero. “Dove diavolo mi sta portando?” si era chiesto.
Marco aveva proseguito per alcuni minuti, poi era uscito dall’autostrada e aveva svoltato verso nord. “La vede?” aveva chiesto, indicando un punto in lontananza oltre un campo a maggese.
Ávila non vedeva nulla. O il giovane aveva le allucinazioni, o la sua vista non era più quella di un tempo.
“Non è sbalorditiva?” aveva insistito Marco.
Stringendo gli occhi per difenderli dalla luce del sole, finalmente Ávila aveva visto una sagoma scura emergere dal paesaggio. Quando si erano avvicinati, era rimasto stupefatto: “Quella è… una cattedrale?”.
Le dimensioni dell’edificio facevano pensare a qualcosa che ci si sarebbe aspettati di trovare a Madrid o a Parigi. Ávila aveva vissuto tutta la vita a Siviglia ma non aveva mai saputo che ci fosse una cattedrale laggiù, in mezzo al nulla. Più si avvicinavano, più il complesso sembrava imponente: Ávila aveva visto mura così massicce soltanto nella Città del Vaticano.
Marco aveva lasciato la strada principale e imboccato il breve viale che portava alla cattedrale, arrivando all’alta cancellata di ferro che bloccava l’accesso. Quando si erano fermati, Marco aveva preso un cartoncino laminato dal cassetto portaoggetti e lo aveva esposto sul cruscotto.
Si era avvicinata una guardia della sicurezza, che aveva guardato il cartoncino e poi dentro l’auto, e nel vedere Marco aveva fatto un gran sorriso. “Bienvenidos. ¿Qué tal, Marco?”
I due uomini si erano stretti la mano, e Marco gli aveva presentato l’ammiraglio Ávila. “Ha venido a conocer al Papa” aveva detto alla guardia. “È venuto a conoscere il papa.”
La guardia aveva annuito, ammirando le medaglie sull’uniforme di Ávila, e con un gesto li aveva fatti passare. Quando il grande cancello si era aperto, ad Ávila era parso di entrare in un castello medievale.
La svettante cattedrale che era apparsa di fronte a loro aveva otto alte torri campanarie formate da tre settori sovrapposti. Tre grandi cupole costituivano il corpo centrale della struttura, il cui esterno era realizzato in pietra bianca e marrone scura, che conferiva al tutto un aspetto insolitamente moderno.
Ávila aveva abbassato lo sguardo sul viale d’accesso che si divideva in tre strade parallele fiancheggiate ognuna da una falange di palme. Sorprendentemente, l’area era invasa da centinaia di veicoli di ogni genere: berline di lusso, autobus sgangherati e ciclomotori coperti di fango.
Marco aveva proseguito, puntando dritto al piazzale davanti alla chiesa, dove una guardia di sicurezza, vedendoli arrivare, aveva controllato l’ora e li aveva indirizzati a un parcheggio vuoto che era stato evidentemente riservato per loro.
“Siamo un po’ in ritardo” aveva detto Marco. “Sarà meglio che ci affrettiamo a entrare.”
Ávila era sul punto di rispondere, ma le parole gli si erano bloccate in gola.
Aveva appena visto il cartello davanti alla chiesa.
IGLESIA CATÓLICA PALMARIANA“Mio Dio!” aveva pensato Ávila con un sussulto. “Ho sentito parlare di questa chiesa!” Si era voltato verso Marco, cercando di controllare il battito accelerato del suo cuore. “Questa è la tua chiesa, Marco?” aveva chiesto, sforzandosi di non sembrare troppo turbato. “Tu sei un… palmariano?”
Marco aveva sorriso. “Lo dice come se fosse una specie di brutta malattia. Io sono solo un devoto cattolico convinto che la Chiesa di Roma abbia smarrito la strada.”
Ávila aveva levato lo sguardo verso la chiesa. La strana affermazione di Marco di conoscere il papa di colpo aveva un senso. Il papa era lì in Spagna.
Qualche anno prima, la rete televisiva Canal Sur aveva trasmesso un documentario intitolato La iglesia oscura, il cui scopo era di svelare alcuni segreti della Chiesa palmariana. Ávila era rimasto sbalordito nell’apprendere dell’esistenza di quella strana chiesa, per non parlare del numero crescente dei suoi fedeli e della sua influenza.
La Chiesa palmariana era stata fondata dopo che alcuni residenti locali avevano affermato di aver assistito a una serie di visioni mistiche in un campo lì vicino. Stando ai loro racconti, la Vergine Maria era apparsa loro per ammonirli che nella Chiesa cattolica imperversava l’eresia e che la vera fede doveva essere protetta.
La Vergine Maria li aveva esortati a fondare una Chiesa alternativa e a rinnegare il papa di Roma in quanto non legittimo. La posizione secondo cui il papa in Vaticano non era il legittimo pontefice era nota come “sedevacantismo”, perché considerava “vacante” la sede apostolica.
Per di più i palmariani affermavano di avere le prove che il loro fondatore – un uomo di nome Clemente Domínguez y Gómez, che aveva preso il nome di papa Gregorio XVII – fosse in effetti il “vero” papa. Sotto papa Gregorio – l’antipapa, secondo i cattolici tradizionali – la Chiesa palmariana era cresciuta in maniera costante. Nel 2005, quando papa Gregorio era morto mentre celebrava la messa di Pasqua, i suoi seguaci avevano gridato al miracolo, affermando che il momento della sua morte era un segno dal cielo, la conferma che quell’uomo era davvero direttamente legato a Dio.
Osservando la grande chiesa, Ávila non aveva potuto fare a meno di trovarla sinistra. “Chiunque sia l’attuale antipapa, non ho alcun interesse a incontrarlo” aveva pensato.
Oltre alle critiche per le sue audaci posizioni sul papato, la Chiesa palmariana doveva affrontare accuse di indottrinamento e intimidazioni ai fedeli, e di essere stata responsabile di parecchie morti misteriose, tra cui quella di Bridget Crosbie, una fedele che, secondo i legali della famiglia, “non era riuscita a sfuggire” a una delle chiese palmariane d’Irlanda.
Ávila non voleva essere scortese con il suo nuovo amico, ma quello non era affatto ciò che si aspettava da quel viaggio. “Marco” aveva detto con un sospiro mortificato “mi dispiace, ma non credo di potercela fare.”
“Mi aspettavo che lo avrebbe detto” aveva risposto Marco, senza scomporsi. “E ammetto di aver avuto la sua stessa reazione la prima volta che sono venuto qui. Anch’io avevo sentito tutti i pettegolezzi e le brutte voci che giravano, ma le assicuro che non sono altro che una campagna diffamatoria diffusa dal Vaticano.”
“E come gli si può dar torto?” aveva pensato Ávila. “La vostra Chiesa li ha dichiarati illegittimi!”
“Roma aveva bisogno di un motivo per scomunicarci, e così si sono inventati un sacco di bugie. Sono anni che il Vaticano diffonde false voci sui palmariani.”
Ávila aveva osservato con occhio critico la cattedrale in mezzo al nulla. C’era qualcosa che non gli tornava. “Sono confuso” aveva detto. “Se non avete legami con il Vaticano, da dove prendete i soldi?”
Marco aveva sorriso. “Resterebbe esterrefatto dal numero di seguaci segreti che la Chiesa palmariana ha tra il clero cattolico. Ci sono molte parrocchie tradizionaliste qui in Spagna che non approvano i cambiamenti liberali fatti da Roma, e che dirottano in silenzio il denaro a chiese come la nostra, impegnata a difendere i valori tradizionali.”
Era una risposta inaspettata, ma aveva un senso. Anche Ávila aveva avvertito un crescente distacco all’interno della Chiesa cattolica, una spaccatura tra coloro che pensavano che la Chiesa avesse bisogno di modernizzarsi per non morire e coloro che credevano che il suo vero scopo fosse di restare fedele ai propri principi davanti al mondo che cambiava.
“L’attuale papa è un uomo eccezionale” aveva detto Marco. “Gli ho raccontato la sua storia, ammiraglio, e lui ha detto che sarebbe onorato di accogliere un valoroso ufficiale nella nostra Chiesa, e di incontrarla personalmente dopo la messa. Come i suoi predecessori, anche lui ha avuto un passato militare prima di trovare Dio, e capisce quello che lei sta passando. Sono davvero convinto che le sue idee potrebbero aiutarla a ritrovare la serenità.”
Marco aveva aperto la portiera per scendere dall’auto, ma Ávila non era riuscito a muoversi. Era rimasto lì a fissare l’enorme struttura, sentendosi in colpa per aver provato un cieco pregiudizio nei confronti di quelle persone. A dire il vero, lui non sapeva nulla della Chiesa palmariana, a parte le voci che giravano, e non era che il Vaticano fosse immune agli scandali. Inoltre, la sua Chiesa non lo aveva affatto aiutato dopo l’attentato. “Perdona i tuoi nemici” gli aveva detto la suora. “Porgi l’altra guancia.”
“Luis, mi ascolti” aveva sussurrato Marco. “So di averla un po’ ingannata per convincerla a venire qui, ma le mie intenzioni erano buone… volevo che conoscesse quest’uomo. Le sue idee hanno radicalmente cambiato la mia vita. Dopo aver perso la gamba, io ero nella sua stessa situazione. Volevo morire. Stavo affondando nelle tenebre, e le parole di quest’uomo mi hanno dato uno scopo. Venga a sentirlo predicare.”
Ávila aveva esitato. “Sono felice per te, Marco. Ma io ce la farò anche da solo.”
“Da solo?” Il giovane aveva fatto una risata. “Una settimana fa si è puntato una pistola alla tempia e ha premuto il grilletto! Lei non ce la farà affatto da solo, amico mio.”
Ávila sapeva che Marco aveva ragione, e sapeva anche che di lì a una settimana, finita la fisioterapia, sarebbe tornato a casa, di nuovo solo e allo sbando.
“Di cosa ha paura?” aveva insistito Marco. “È un ufficiale della marina. Un uomo adulto che comandava una nave! Teme che il papa le faccia il lavaggio del cervello in dieci minuti e la prenda in ostaggio?”
“Non so neppure io di cosa ho paura” aveva pensato Ávila, guardando la gamba ferita e sentendosi stranamente piccolo e impotente. Per gran parte della sua esistenza, era stato quello che prendeva decisioni e impartiva ordini. La prospettiva di prendere ordini da qualcun altro lo sconcertava.
“Lasciamo perdere” aveva detto Marco alla fine, riallacciandogli la cintura di sicurezza. “Mi dispiace. Capisco che lei è a disagio. Non era mia intenzione farle pressioni.” Poi aveva allungato la mano per rimettere in moto.
Ávila si era sentito uno stupido. Marco era praticamente un bambino, aveva un terzo dei suoi anni, era senza una gamba e cercava di aiutare un altro invalido, e lui lo ringraziava con un atteggiamento ingrato, scettico e sussiegoso.
“No” aveva detto. “Perdonami, Marco. Sarei onorato di sentire predicare quest’uomo.”
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